I social media per comunicare la salute

Ti sarà capitato sicuramente molte volte di leggere sui social network post e articoli dedicati ad argomenti legati alla salute. Dal tanto pubblicizzato “la dieta per vivere 100 anni” a “come sconfiggere il colesterolo in un mese”. Vogliamo parlare poi della difficile questione vaccini? Grazie – o per colpa – del web molti genitori si sono fatti influenzare e i risultati sono tangibili nella realtà. Un calo altissimo delle vaccinazioni e il ritorno di malattie che si pensavano debellate.

Capisci subito che su argomenti così importanti e delicati ci dovrebbe essere un’accuratezza nella informazioni che molto spesso manca. Da anni mi occupo della gestione dei social media per aziende legate al ramo salute e posso garantirti che non è facile verificare le fonti, scoprire cosa si può dire e cosa no, informare senza scadere nel sensazionalismo ma cercando di essere comunque interessanti.

Oggi voglio parlare a te, operatore della salute e a te, che invece potresti aver bisogno di trovare un medico, un dentista, un integratore. Ci sono parametri e accorgimenti da seguire per comunicare bene da un lato e per capire se chi sta comunicando vende fuffa o è un vero professionista.

social media e medicina narrativa per comunicare la salute

Perché le bufale sulla medicina hanno successo

Quando si parla di salute diciamocelo: vogliamo tutti la soluzione più facile, veloce e in teoria efficace. Se per esempio negli ultimi esami del sangue hai il valore del colesterolo LDL un po’ alto, l’occhio sul post “Sconfiggi il colesterolo con questo semplice rimedio” ti casca per forza. La speranza che in un mesetto, con un’idea che nessuno ti ha mai detto, il tuo colesterolo svapori e torni tutto nella norma è altissima.

I venditori di fuffa puntano proprio  sulla leva emotiva e sul sensazionalismo.

Ma vediamo insieme, quali sono i segnali che una notizia di salute può non essere veritiera? Io al momento ne ho individuati 5:

  1. sensazionalismo: “Il segreto che nessuno ti ha mai detto per sconfiggere l’occhio di pernice”. Se fosse un segreto perché lo trovi su Facebook in un post sponsorizzato che può raggiungere millemila persone?
  2. rimedio rivoluzionario: “L’integratore che ti cambierà la vita. Subito più giovane in un mese”. Chi non lo vorrebbe? In questo tipo di comunicazione molto spesso si usa anche la leva delle testimonianze e delle immagini prima/dopo.
  3. rimedio della nonna: “Il rimedio tutto naturale per il raffreddore usato dagli Inca”. Io non sono un fan dei prodotti medicinali di sintesi ma qui il primo errore è proprio in “rimedio naturale”. Naturale non vuol dire non chimico. Ci sono piante officinali che hanno componenti chimici che producono effetti sul nostro corpo (la banale camomilla che aiuta a dormire grazie all’apigenina 7-glucoside che è un flavonoide che aiuta a rilassarsi e alle benzodiazepine che si trovano nel fiore che aiutano il sonno). Oltre a questo particolare linguistico, credi davvero che se fossero bastati i rimedi dei nostri nonni sarebbe nata l’industria farmaceutica?
  4. costo pubblicizzato: “In offerta per te 3 confezioni al prezzo di 2”. Il mitico 3×2 dei supermercati anni ‘80! Può valere per le verdure al mercato ma su integratori, nutraceutici e superfoods spesso è indice di bassa qualità o di non qualità. Le materie prime da cui nascono questi prodotti e la ricerca per crearli, sono costose. Può esserci uno sconto speciale per l’arrivo della primavera per esempio, ma chi punta sempre e solo sul prezzo sensazionale e non sulla qualità e i componenti forse non ha molto di cui parlare.
  5. zero evidenze scientifiche o collegamenti a studi verificabili: “Gli studi dimostrano l’efficacia del nostro prodotto”. Quali studi? Oramai sul web si possono trovare pubblicati praticamente tutti gli studi e i risultati delle ricerche delle università più famose e di quelle più sperdute. Se questo studio che dimostra la presunta efficacia esiste, perché non linkarlo nel mio articolo o post e rafforzare così la mia auterevolezza?


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Perché è importante comunicare bene e distinguersi

In un panorama così aggressivo e difficile non è facile distinguersi se sei un professionista della salute. L’unica cosa che puoi fare per arrivare ai tuoi clienti e agli utenti del web è creare fiducia ed empatia. Ti serviranno strumenti più tecnici come una strategia di comunicazione online e la pianificazione della gestione del sito e dei social. Ma soprattutto, devi metterci la faccia.

Ti faccio un esempio pratico: il tanto temuto dentista. Io da utente alla ricerca del medico perfetto per tenere i miei denti scintillanti e in salute cosa cercherò?

  • Una pagina Facebook o un sito web in cui il profilo dello studio o del medico è ben raccontato e subito chiaro. Indirizzo, numero di anni di apertura, tecniche praticate
  • Immagini: tante, belle, luminose con anche i medici e il desk in bella mostra. Voglio vedere lo studio prima ancora di arrivarci per sentirmi a casa e rassicurata
  • Voglio essere aggiornata e consigliata. Post sul perché dovrei fare l’igiene una o due volte all’anno, sul perché è meglio risolvere una carie subito piuttosto che aspettare ecc
  • Puntare tantissimo sul fattore “umano”. Perché dovrei scegliere proprio te al posto del mega centro con prezzi più bassi che ho vicino a casa?

Alla base di tutto come sempre ci deve essere un racconto dei valori e delle qualità dello studio o del medico ma senza sensazionalismi perché il rischio di scadere nella marchetta o di sembrare un ciarlatano è dietro l’angolo.

Verificare sempre le informazioni

Ora parlo a te che invece non sei un medico o un professionista ma un utente del web. Verifica sempre le informazioni sui prodotti o sugli studi medici. Grazie a Google è facile fare ricerche incrociate e smontare teorie e professionisti con pochi click.

Cerca sempre dati e ricerche che confermano le affermazioni su un prodotto. Gli integratori e i nutraceutici seri e di qualità hanno sempre indicati tutti – davvero tutti – gli ingredienti già sul sito web. Se non ci sono lì (già la cosa dovrebbe insospettirti) chiedi una lista ingredienti e verificali con una ricerca. Se ti viene detto “numerose ricerche provano che…” scrivi e chiedi di mandarti il link a queste ricerche. Le prove, quando l’affermazione è reale, ci sono sempre.

About Valeria

Social Media Strategist e formatrice in ambito webwriting e social media. Adoro trovare nuove storie di aziende, professionisti, associazioni da scrivere e raccontare. Social dalla nascita, felice di aver trasformato la mia attitudine in lavoro.