No profit o non profit? Quando una lettera ha il suo peso.

Le parole sono importanti, soprattutto quando si parla di comunicazione scritta e a volte, una sola lettera, può cambiare il significato di una parola o persino stravolgerlo. La magia della lingua italiana e della scrittura si trova proprio nelle molteplici sfaccettature che possiamo dare con una piccola aggiunta o sottrazione.

Quando ho iniziato a occuparmi di cooperazione internazionale, ai tempi dell’Università, avevo notato che su diversi testi erano presenti diverse versioni della stessa locuzione che indica le organizzazioni senza scopo di lucro.

Che si scriva no profit, non profit o no-profit è un dubbio che oggi cercherò di chiarire. Come sempre la verità sta nel mezzo e chissà se riuscirò a trovare la Soluzione con la S maiuscola.

no profit o non profit

Organizzazione non a scopo di lucro

Partiamo dalle basi: un’organizzazione che non è destinata a realizzare profitti viene definita non a scopo di lucro. Etimologicamente la parola lucro deriva dal latino lucrum mentre l’espressione inglese profit è l’adattamento francese di prufit che deriva a sua volta dal latino proficere. La diatriba nasce da quel no o non che posizioniamo prima della parola profit però.

In Italia però non esiste, a differenza di altre lingue, una definizione univoca per questo tipo di organizzazioni. Se in inglese se la cavano con Non-profit organization (NPO), in spagnolo con Organizacion sin animo de lucro (OSAL) e in francese con Association à but non lucratif (BNL) da noi la situazione è più complicata.

La definizione linguistica

Chiediamo quindi aiuto all’Accademia della Crusca, massima autorità in fatto di lingua italiana. Secondo l’Accademia non profit (o non-profit) è la definizione di origine angloamericana che trova fondamento e viene accettata anche nella lingua italiana in quanto, l’avverbio di negazione non, indica  la negazione o l’esclusione di un determinato significato. Per esempio: è corretto in italiano dire non stop o non senso. Solo nella nostra lingua però è accaduto che si sia persa la n di non per cui è normale scrivere no global, no logo ma anche no profit. Quindi entrambe le forme, non profit e no profit, sono corrette?

no profit o non profit

C’è un’altra precisazione da fare secondo l’Accademia della Crusca. In no global per esempio, quel no davanti  non è solo elemento di esclusione ma sottintende il rifiuto e l’opposizione a qualcosa che non condividiamo e che troviamo deleterea. Quindi anche per il nostro no profit vale questa regola?

Se così fosse la distinzione tra no profit e non profit sarebbe questa:

  • non profit: in questo caso il non indica semplicemente qualcosa in cui non c’è profitto
  • no profit: in questo caso invece il no rafforza il principio per cui oltre all’assenza si vuole sottolineare l’opposizione e la scelta precisa di non voler lucrare su quell’attività

Su questo particolare ha prestato diversa attenzione anche Paolo D’Anselmi sul sito della Ferpi per cui con la dicitura no profit si vuole indicare proprio che si può fare a meno del lucro con un sottile spirito critico il profitto stesso.

Cosa usare: no profit o non profit?

Dopo quest’analisi possiamo dire che entrambe le forme sono e continuano a essere correttamente utilizzate ma si sta passando progressivamente all’utilizzo di una terza forma ovvero no-profit. Anche nel vocabolario dei neologismi del 2008 la Treccani utilizzava diverse forme composte con no- al posto di non- come per esempio no-Tav. Perché l’avvento del trattino? Perché tende a comparire nei composti nuovi  e a perdersi poi con l’affermazione del neologismo stesso.

Quindi in realtà tutte e quattro (ebbene sì, sono diventate quattro!) le forme che abbiamo analizzato sono corrette: no profit, non profit, non-profit e no-profit. Se qualcuno vi corregge o vi mette ancora il dubbio ora avete le armi per controbattere 🙂

About Valeria

Social Media Strategist e formatrice in ambito webwriting e social media. Adoro trovare nuove storie di aziende, professionisti, associazioni da scrivere e raccontare. Social dalla nascita, felice di aver trasformato la mia attitudine in lavoro.