Le campagne social del no profit: impariamo dai casi di successo

Ogni campagna di raccolta fondi che si rispetti nel manifesto, volantino, articolo di blog o di giornale, oramai ha il suo bell’hashtag che permette di aderire alla causa e dare la nostra partecipazione a rendere virale il messaggio dell’associazione che lo promuove.

Quanti di questi hashtag però sono realmente utilizzati e hanno successo? Scopriamolo insieme agli esperti di metriche e analisi social di Blogmeter.

le campagne social del no profit

Twitter, il re degli #hashtag

Durante i corsi e con i clienti non mi stanco mai di ripeterlo: scegliere un buon hashtag è fondametnale per farsi riconoscere e creare identità. Controllare che l’hasthag non sia già presidiato da altri, che non sia utilizzato per un messaggio distante dal nostro, assicurarsi che non sia troppo lungo perché altrimenti i 140 caratteri diventano ancora meno a nostra disposizione.

Lo studio di Blogmeter si basa sui dati raccolti durante il mese di novembre 2015 ma poco importa la data. A noi serve per capire cosa funziona e cosa meno e trarre degli utili spunti per pianificare una campagna con i fiocchi. Come si vede dai dati molte campagne sociali hanno superato le campagne commerciali e poi vi spiegherò perché, secondo me, è più facile che proprio un hashtag con una buona finalità vinca rispetto a un’iniziativa commerciale

Primo classificato

Vince e stravince un tema sociale ma soprattutto ambientale: #MarciaPerIlClima campagna lanciata da Coalizione Clima che ha riunito diverse associazioni locali e nazionali in vista del COP21 di Parigi. Creare rumore e farsi sentire per proteggere l’ambiente, fermare i cambiamenti climatici e creare una massa critica unita e allargata. Missione compiuta! Come dico sempre sul web – e nella vita – l’unione fa la forza. Boom di tweet il giorno della marcia, il 29 novembre, a Roma.

marcia per il clima 2015

I grandi non sempre spopolano

E’ interessante notare che Unicef, non certo una piccola associazione senza mezzi o strutture dedicate, sia al 5° posto. Non lo dico nè per denigrare Unicef che ha portato a casa un ottimo risultato nè per fare quella “contro” le associazioni più strutturate. Ogni associazione ha le sue qualità e i suoi difetti, proprio come le persone. Volevo porre l’attenzione su questo dato per fare capire alle associazioni minori che sul web conta tantissimo la rete e il saper fare rete. Se avete un obiettivo comune, vale la pena unirsi e portarlo avanti magari in più associazioni. La campagna di Unicef è #Indigniamoci è ha ottenuto un risultato che tutti i social media manager sperano: il tweet più retwittato e stato proprio quello lanciato dalla casa madre. Bravi!

#BacidaSarajevo: quando il testimonial fa la differenza

Menzione speciale per un’iniziativa che si è classificata al 10° posto in questo mese così “buono” per il no profit. Si tratta di Baci da Sarejevo, campagna promossa da SOS Villaggi dei Bambini Onlus e che ha come testimonial La Pina di Radio Deejay.

La Pina ha fatto da traino per altri testimonial famosi che in questo caso hanno portato bene all’iniziativa. Non sempre infatti li testimonial è garanzia di successo. Ammettiamolo, resistere all’entusiamo della della rapper e deejay è davvero difficile e può fare leva su un pubblico di affezionati ascoltatori che sono diventati sicuramente ambassador felici della causa.

sositalia baci da Sarajevo campagna

Twitter si tinge di rosa

Novembre è il mese dedicato alla Giornata internazionale contro la Violenza sulle Donne: ben 3 sono state le campagne che hanno spopolato su questo tema utilizzando come hashtag #25novembre #donneinarte #violenzasulledonne, #donne, #stopviolenceagainstwomen.

A parte gli hashtag generici è una la campagna contro la violenza sulle donne che si piazza al primo posto con l’hashtag #ConLeDonneXLeDonne adottato dal brand Eau Thermale Avène che in partnership con l’associazione D.i.Re Donne in Rete contro la violenza ha dato il via a una campagna di sensibilizzazione sul tema.

Secondo posto in ambito violenza contro le donne per un colosso delle associazioni come Action Aid che con #DonneCheContano, campagna destinata a monitorare l’utilizzo delle risorse pubbliche desinate a contrastate la violenza sulle donne, si è guadagnata la medaglia d’argento.

Le 5 regole per una campagna di successo

Come fare allora per strutturare una buona campagna sui social, sia che coinvolga partner importanti o magari dei testimonial? Ci sono delle componenti fondamentali che uniscono tutte le campagne sociali che hanno avuto successo, analizziamole insieme:

  • obiettivo chiaro e identificato a colpo d’occhio dall’hashtag: anche in questo caso vince su tutti #MarciaPerIlClima. Non dobbiamo nemmeno pensare un secondo a cosa si riferisce la campagna, leggere per capire
  • creazione di una rete che ha poi creato migliaia di ambassador spontanei: fa scuola in questo caso Unicef e SOS Villaggi dei Bambini Onlus. In due modi diversi hanno creato, chi con il lavoro costante sui social, chi scegliendo anche il testimonial giusto, una buona rete ricettiva e con voglia di collaborare
  • messaggio visivo d’impatto e con dati chiari sia per l’hashtag che per le donazioni: non è un giudizio grafico ma di contenuti. L’immagine di #BacidaSarajevo in poche righe dice tutto: associazione, obiettivo, hashtag, sms solidale. Perfetto!
  • scelta di un brand o di un testimonial “giusto” e collaborativo: D.i.Re e Avène scelgono di unire le forze per comunicare a favore delle donne, target elettivo di entrambi. SOS villaggi dei Bambini che si unisce alla Pina, testimonial sicuramente attiva e proattiva. Due scelte azzeccate che nascono a tavolino da una parte ma certe sinergie vanno poi verificate dal vero. L’alchimia sarà scattata sicuramente vis a vis.pianificazione: ci vogliono mesi se non addirittura un anno per preparare il terreno a delle campagne di successo. Nulla è stato lasciato al caso, dalla creazione della fan base alla scelta dell’hashtag, al coordinamento della comunicazione che è avvenuta per tempo e con i mezzi giusti.

Vi siete spaventati vedendo questi nomi e questi risultati? Non dovete, nel loro piccolo tutte le associazioni possono ottenere buoni risultati sui social. Gli ingredienti ora li conoscete ma aggiungerei anche lungimiranza, pazienza e tanto, tanto lavoro!

About Valeria

Social Media Strategist e formatrice in ambito webwriting e social media. Adoro trovare nuove storie di aziende, professionisti, associazioni da scrivere e raccontare. Social dalla nascita, felice di aver trasformato la mia attitudine in lavoro.